Username: Password:

TI AMO DA MORIRE

SPETTACOLO - 14 Aprile 2019 - 17:30


TI AMO DA MORIRE

Note di regia:

Ti amo da morire” è la prima commedia che ho scritto, ma verrà presentata al pubblico come quarta, questo perché ho creduto che né i tempi né il sottoscritto fossero maturi per presentare una commedia brillante che avesse come tema centrale la morte.

Angelica e Luisa sono in uno stato di sospensione, in attesa di oltrepassare un confine che le condurrà verso una nuova dimensione, una dimensione che però non conoscono e che possono solo ipotizzare attraverso le informazioni di una terza donna, Lucrezia, che si trova lì da quasi trent’anni.

Queste tre vittime di omicidi irrisolti si ritrovano presso una sorta di dogana, con una sbarra chiusa e l’impossibilità di oltrepassarla.

L’arrivo del doganiere, anziché risolvere la situazione, non farà altro che complicarla ulteriormente. L’uomo è in coma, la sua coscienza si è materializzata in quella dogana ma il suo corpo è in un letto d’ospedale. Le donne vogliono oltrepassare la dogana tramite lui che invece vuole tornare nella sua dimensione. Lucrezia conosce le regole di questo gioco e promette di guidare le due donne e il doganiere verso il raggiungimento del proprio obiettivo.

Ho deciso di scrivere questa commedia perché esasperato dalla spettacolarizzazione delle morti, dove i sospettati diventano delle celebrità, parenti e amici delle vittime si ritrovano quotidianamente su giornali o in Tv e l’effetto perverso della notorietà rischia di creare un corto circuito dove la visibilità personale fa passare in secondo piano il senso di giustizia e di dolore dinanzi alla morte di vittime innocenti. Ho voluto dar voce a chi non ne ha più, mi sono voluto mettere dal punto di vista delle vittime. Cosa ne penserebbero di tutto questo circo mediatico se avessero la possibilità di esprimersi? Ho quindi creato un mondo in cui anche le vittime potessero avere questa possibilità.

Ma le vittime non sono più parte di questa Terra, perciò le loro considerazioni non sono completamente terrene, ma nemmeno ultraterrene poiché si trovano in un confine di mezzo. Riusciranno a trascendere il loro rancore, la loro rabbia nei confronti dei loro carnefici oppure avranno sete di vendetta? Gli effetti dell’involontaria celebrità acquisita le travolgerà in qualche modo?

Sono sempre stato affascinato dal mondo dell’al di là, ho cercato segni e prove della sua esistenza, e ho sempre immaginato le risate di quelli già sbarcati nell’altra dimensione mentre ci guardano brancolare nel buio a riguardo. In questa commedia, ho cercato di trovare il modo di ridere di loro che ridono di noi, non riesco a immaginare una dimensione in cui non si possa ridere, anche di argomenti come la morte da sempre considerati tabù.