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STORIA DI UN'ATTINIA... E DEL PAGUROBERNARDO

SPETTACOLO - 03 Aprile 2016 - 17:30

SINOSSI

L’attinia e il paguro bernardo sono l’esempio classico di una simbiosi mutualistica in cui l’una non può vivere senza l’altro ed è una storia molto simile a quella di tanti genitori con un figlio disabile mentale.

Storia di un’attinia e di un paguro bernardo – L’autismo, le battaglie e l’amore è un monologo teatrale tratto dal libro “L’orologio di Benedetta” edito da Mursia, che racconta i 20 anni di vita vissuti dall’autrice accanto alla propria figlia affetta da una malattia rara e da autismo.

Una donna, non un’attrice professionista, ha il coraggio di raccontare un’esperienza comune ad almeno 600mila famiglie in Italia e sfrutta l’azione educativa del teatro mostrando la realtà e narrandola – nel tempo della rappresentazione – con semplicità e veridicità.

Il teatro è il centro dell’educazione perché ha a che fare con le dimensioni costitutive dell’esistenza: la dimensione estetica, quella ludica, quella rituale, quella contro un certo tipo di cultura dominante. Tutti aspetti presenti nella vita di un disabile mentale perché si parla di persona, non di malattia con le gambe

Risale al 1995 la normativa ministeriale che annovera il linguaggio teatrale tra le materie scolastiche come strumento educativo e didattico. La drammatizzazione è uno strumento comunicativo di grande importanza e ben si sposa con la necessità di raccontare la disabilità mentale.

Portare l’autismo a teatro è una sfida rivolta ai 7 milioni di studenti italiani, dei quali 207mila con disabilità. La vera inclusione non può prescindere dalla conoscenza dell’altro, delle difficoltà vissute quotidianamente, dei sogni, dei desideri, delle emozioni.

Commuovere è la parola chiave dello spettacolo, priva di ogni connotato pietistico, riportata al suo significato originale di movimento (cûm mōvere). Uso il teatro per parlare con la gente, condividere le emozioni, muovere le coscienze come le conoscenze.

 

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